What Anchors Do During Commercials

http://www.youtube.com/watch?v=S7ehlw_phys

Robert Jordan e Jackie Bange conducono da più di dieci anni, sull'emittente WGN TV di Chicago, il notiziario serale del sabato e della domenica. E ogni volta, nel corso del primo break pubblicitario eseguono un balletto.

Jordan e Bange gli hanno anche dato un nome, "What Anchors Do during Commercials" ("Cosa fanno i conduttori durante la pubblicità"). Il balletto dura 2'25'', la pubblicità appena cinque secondi in più. Giusto il tempo di cui i due hanno bisogno per ricomporsi e riacquistare la doverosa professionalità.

Google favorisce la pirateria?


Un po’ di tempo fa Gary Fung, difendendo la versione lite di isoHunt (un sito che prima si occupava di fornire torrent per scaricare illegalmente, e che ora con la versione lite si occupa di visualizzare solo la lista dei torrent che si trovano nella rete, comportartandosi di fatto come una sorta di Google per i file torrent e non fornendo nessun altro servizio), sosteneva che di fatto non faceva nulla di diverso da Google o Yahoo e che, se fosse stato riconosciuto colpevole, lo stesso si sarebbe dovuto dire dei celebri motori di ricerca. Un pensiero del genere deve avere attraversato la mente degli amministratori della piccola casa discografica Blues Destiny Records, anche se con intenzioni opposte a quelle di Fung

L’azienda aveva, infatti, sporto in Florida una denuncia contro Google e Microsoft, accusandoli di permettere con i loro strumenti di ricerca di giungere a link pirata. A marzo però la denuncia era stata ritirata, lasciando comunque intendere che, ad ogni modo, ci sarebbero state buone ragioni per portarla fino in fondo.

La notizia di questi giorni è che è Google, stavolta, a volere passare per vie legali. Pur di chiudere una volta per tutte la discussione, sta portando davanti al giudice la questione, per decidere se vi siano state davvero infrazioni della legge.

Si tratta di una mossa coraggiosa e molto importante. Decine di siti offrono servizi simili a quelli di Google, magari semplicemente più mirati. Una vittoria del celebre motore di ricerca spalancherebbe la via, probabilmente, anche a isoHunt e a tutti gli altri siti simili.

Rapporto Freedom House sulla Libertà di Stampa nel mondo: Italia 72esima!




Eccola, puntuale come ogni anno, la pugnalata di Freedom House, da Washington, il rapporto 2010 sulla Libertà di stampa nel mondo.

Siamo 72esimi su 196 Paesi. Assieme ad India, Hong Kong e Benin, praticamente agli ultimi posti fra gli europei. Siamo "Parzialmente Liberi". Lo siamo da 2 anni a questa parte. La sonora bocciatura tiene fondamentalmente conto di due media: i giornali e la televisione, ritenuti evidentemente ancora i principali protagonisti dell’informazione in Italia. Per Freedom House il problema è ben noto e vede una situazione per cui l’informazione è sostanzialmente accentrata in mano a pochi, con un chiaro sbilanciamento a favore di un singolo esponente politico di cui nel rapporto si fa anche il nome e il cognome: ovvero Silvio Berlusconi.

Eccoci lì assieme alla Turchia siamo gli unici "Partly Free" dell'Europa Occidentale, gli unici "Partly Free" tra le grandi democrazie del Pianeta Terra, perchè noi ne facciamo ancora parte vero? Gli unici "Partly Free" della Zona Euro, che per trovare qualche nostro simile senza finire in Sudamerica dobbiamo guardare ad alcuni Paesi dell'Ex Jugoslavia, o alla Romania, o alla Bulgaria.

L'Italia è informativamente peggio di Paesi come la Corea del Sud, il Cile, la Polonia, anche della barcollante Grecia. E ce ne sono tanti, davvero tanti, prima di noi.

La Repubblica: il quotidiano ora si legge su iPhone e iPod touch

La Repubblica si adegua ai tempi e alle nuove tecnologie digitali. Dopo che qualche giorno fa ha rivoluzionato il look del suo sito internet, Repubblica.it, è ora disponibile su Apple Store il nuovo applicativo de la Repubblica.

Con questa applicazione gli utenti di iPhone e iPod touch possono avere direttamente a disposizione sul proprio schermo tascabile la versione integrale e digitale del quotidiano cartaceo.

L’applicazione gratuita visualizza solo le anteprime di ogni pagina del giornale, per leggere, invece, occorre acquistare l'edizione digitale del quotidiano a 79 centesimi.

Differenze fra il giornalismo cartaceo e quello digitale

Al giorno d’oggi anche il giornalismo tradizionale è coinvolto dalla tecnologia, i meccanismi con cui si compone un giornale o una trasmissione televisiva sono condizionati dalla tecnologia. Questo avviene perché le tecnologie legate al mondo dell’editoria hanno fatto passi da gigante grazie alla digitalizzazione dell’informazione. A partire dalla fornitura della carta fino ad arrivare alla distribuzione dei giornali nelle edicole la tecnologia condiziona positivamente e abbrevia i tempi di fruizione della notizia.

L’uso della tecnologia digitale ha portato grandi vantaggi a chi svolge il lavoro di giornalista, editor o ha comunque ha a che fare con la comunicazione. Se noi guardiamo ad alcuni che comunemente vengono ritenuti svantaggi dovuti all’entrata della tecnologia nell’ambito della comunicazione ci rendiamo conto che essi ci portano ad alcune riflessioni molto importanti. In particolare prendiamo in esame due di questi svantaggi:

  • Troppe notizie: E’ vero che oggi noi ci troviamo di fronte a numerose notizie ma è anche vero che molte di queste sono replicate, non c’è originalità. Prendiamo per esempio Google news e cerchiamo le notizie sul vulcano che è esploso in Islanda provocando un’enorme nube di cenere, noi troveremo una serie di fonti e tutte le notizie legate al tema ma non c’è differenza da quello che troviamo scritto nelle agenzie di stampa come Ansa oppure Asca. Dunque è vero che c’è una sovrabbondanza di notizie ma non per questo c’è difficoltà nel trovare la notizia, c’è più che altro difficoltà a scegliere il modo in cui fruire di questa notizia.
  • Notizie non vere (Bufale): Nella rete è l’utente che deve selezionare le notizie, è lui che è chiamato alla verifica, dunque sul web il vero controllore delle notizie è l’utente, a differenza di quello che invece succede su un giornale stampato. La rete non ha portato a più bufale ha solo portato ad una trasmissione delle notizie senza la mediazione fra chi prima le raccoglieva e le rielaborava e l’utente. La rete non può mentire perché è troppo vasta, la vastità è svantaggiosa solo in termini di tempo perché una persona che davvero vuole arrivare in fondo alla notizia deve leggere tutto quello che ha a che fare con quel tema con un grande dispendio di tempo e alla fine delle sue letture riuscirà a scoprire chi mente e chi invece racconta la verità. Dunque il tema della qualità si incrocia con quello della quantità di tempo a disposizione. L'utente compie un'operazione di vero e proprio editing, sceglie quanto e quando sapere, e può decidere di indirizzare le proprie conoscenze in base al riscontro sociale che esse ottengono. E’ estremamente difficile usare la rete come utente ma lo è ancora di più quando devi dare informazioni nella rete, essere giornalista nell'era digitale è difficile: quale che sia la portata di un suo intervento, risulterebbe superato dopo breve tempo.

Anche il modo di scrivere sul web è diverso da quello sulla carte stampata. I giornalisti che scrivono sul web devono essere capaci di usare la sintesi, bisogna essere sintetici nel dare la notizia per poi lasciare gli approfondimenti ad un'altra area della rete. Chi scrive per un giornale cartaceo deve rispettare delle misure e dei tempi, su internet non è così, devi dare la notizia prima degli altri, quindi la velocità deve esse unita alla capacità di sintetizzare quello che si vuole dire. Per essere sintetici sul web ci si è inventato un nuovo vocabolario fatto di acronomi, di salto di vocali o di numerizzazione delle parole (per esempio il linguaggio usato negli sms) ma quello è un fatto che riguarda la comunicazione, un’altra cosa è, invece, informare, per informare bisogna avere una buona conoscenza di quello di cui si parla per poterlo sintetizzare. Sempre di più l’informazione su internet è una sommatoria di avvenimenti che sono distinti l’uno dall’altro solo dall’ora in cui sono stati immessi. Di solito i giornali online prendono una nota data per esempio da un’agenzia stampa e la pubblicano, non c’è interpretazione perché la notizia deve essere data velocemente. Dunque il rischio della sintesi è l’eccesso cioè il fatto che una sintesi non c’è, ci troviamo solo di fronte ad un copia e incolla dell’informazione.

Dunque non esiste un vero metodo di scrivere su internet perché la scrittura online è talmente condizionata dalla velocità, dalla frenesia di battere gli altri che il giornalista non bada più alla sua qualità.

Repubblica.it si rinnova e cambia "faccia"


Repubbica.it cambia, ma non troppo. Dopo quattro anni dall’ultimo restyling, la mattina del 20 aprile i lettori del giornale online hanno trovato un sito diverso, cambiato per adeguarlo ai tempi, per raccontare meglio le storie che sono ormai sempre più multimediali, che sono formate non più solo da articoli, ma anche da immagini, audio, video. Non è cambiato troppo perché è un prodotto giornalistico che funziona, essendo uno dei siti di giornali online (se non il primo in assoluto) fra i più letti in Italia.


Si è cercato soprattutto di alleggerire la prima pagina in linea con i maggiori siti internazionali, con un’apertura, cioè il titolo principale, che permette di valorizzare le immagini, le foto di cronaca.

La pagina è più snella, appare ricca e ordinata. Una grande attenzione – ma anche escamotage per calamitare lettori – è rappresentata dalla colonna di destra, dedicata agli argomenti di costume, società e sport. Cresce l’offerta di video, che ora sono molto più visibili dalla homepage.

La parte bassa del giornale è tutta dedicata alle sezioni del giornale e al mondo dei prodotti editoriali legati al gruppo Espresso.


Una delle maggiori novità è rappresentata dal fatto che in basso a destra è stata riservata al lettore una zona “personalizzata” dove il lettore può scegliere la cronaca locale, il meteo, seguire la squadra del cuore, etc.


Ma è soprattutto all’interno che Repubblica.it cresce, offrendo ai suoi lettori più di 25 aree tematiche, la maggior parte delle quali gestite dagli stessi giornalisti secondo una gerarchia dettata da scelte professionali o non automaticamente gestita dal computer. Dentro oltre alle sezioni troviamo 10 cronache locali, dove il cittadino può trovare tutte le informazioni che gli servono. I redattori di Repubblica.it si rendono conto che al giorno d’oggi c'è un modo superficiale e frettoloso di stare sul web: guardare la homepage per capire dove va la giornata. Ma chi ha più tempo e gli interessa approfondire deve solo cliccare per andare in profondità e scoprire che intorno all'articolo nasce una monografia, fatta di video, foto e rimandi d'archivio sullo stesso argomento. Repubblica. it chiede quindi ai lettori di non fermarsi al primo clic, e a loro offre più materiali per capire, con una navigabilità maggiore.